Napoli, esecuzione Gratuita Dell’Esame MOC

Pubblicato maggio 28, 2012 di drvannetiello
Categorie: Appuntamenti

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diffondo questa iniziativa del mio collega Antonio Vitale: il primo giugno. a piazza Dante Napoli presso la sede della municipalità si potrà fare gratuitamente l’esame MOC.  lo screening è rivolto :

- Donne di età superiore ai 55 anni

- Donne in menopausa precoce ( prima dei 45 anni)

- Persone in terapia con cortisione per più di 3 anni

- Persone con diagnosi di ARtrite Reumatoide (con certificato medico)

- Storia familiare di fratture vertebrali o del femore

- Pregressa frattura del polso o altri segmenti per traumi lievi

Per informazioni orthopedic@libero.it

 

A Nome di ArcipelagoSCEC

Pubblicato maggio 25, 2012 di drvannetiello
Categorie: SCEC

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La mia esperienza umana e civile che oramai ha superato i 5 anni con arcipelagoSCEC mi rende un tantino orgoglioso dei risultati che si stanno raccogliendo. ArcipelagoSCEC oggi ha 2239 aziende e quasi 2 milioni di SCEC in circolazione. ma questi sono numeri sterili anche se incredibili. In Questo momento arcipelagoSCEC sta fittamente collaborando con enti e amministrazioni locali  per aiutare la ri-creazione dell’economia locale.

Perché da medico mi occupo di economia, moneta e dimaniche economico/industriali? Perché la sanità è un sistema industriale ed è in fase di sgretolamento come il modello economico che abbiamo conosciuto fino ad ora.

Se potete, partecipate.

23 Maggio 1992

Pubblicato maggio 23, 2012 di drvannetiello
Categorie: oltre

Provo riconoscenza.

NF18 – Correggere La Griglia.

Pubblicato maggio 21, 2012 di drvannetiello
Categorie: neurologia Funzionale

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Quando la griglia che rappresenta lo spazio nel proprio cervello è inaccurata rispetto alla realtà causa movimenti non precisi. Nelle settimane scorse è stato ripetuto fino allo sfinimento. La precisione può essere ripristinata, la griglia può essere corretta. Chi di voi ha mai usato in passato un palmare con stylus con il quale scriveva e digitava, si ricorderà come la precisione del tocco veniva regolata/settata con un test in cui appariva un punto sullo schermo da toccare, poi ne appariva un altro a caso sullo schermo etc. più o meno, con le dovute differenze , si fa lo stesso con la griglia corticale di rappresentazione dello spazio.

Si fanno esercizi saccadici verso un obiettivo che si sposta nel campo visivo: cioè invece di toccare con il pennino, lo si fa con gli occhi. Si fanno esercizi di fissazione dello sguardo: cioè di tiene lo sguardo su un obiettivo e contemporaneamente si muov e la testa. Si fanno esercizi di inseguimento di un obiettivo: cioè si guarda un punto che si muove nel campo visivo. Questi esercizi possono essere fatti con varie combinazioni di difficoltà e con o senza associare una componente cognitiva (cioè l’elaborazione di un pensiero astratto).

Continua…

Prof Ted Carrick – Chiropratico Neurologo Funzionale

Pubblicato maggio 18, 2012 di drvannetiello
Categorie: Interviste

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Il Prof Carrick è un Chiropratico Neurologo. Anzi è di più, perché ha incarnato la Neurologia Funzionale. il Carrick Institute ha aperto forse il più importante centro di Neurologia Funzionale del mondo. Qui potete vedere (in inglese) un video dall’istituto presso la Life University Marietta.

Lo scorso mese gli ho fatto qualche domanda, con il senno di poi gli avrei chiesto anche altre cose, ma è stata la prima intervista che faccio per il blog e poi ho una certa genuina riverenza. :)

D: Prof. Carrick, chiropratico-neurologo. Qual è la differenza tra neurologia funzionale e neurologia classica?

R: La neurologia classica è ciò che tutti noi esercitiamo. Identifichiamo dove è localizzato il problema nel sistema nervoso e facciamo qualcosa per risolverlo sia che bisogna intervenire chirurgicamente o facendo qualche altra cosa. La neurologia funzionale va oltre questo campo nel quale affrontare un problema di tipo patologico ma si prefigge di massimizzare la funzionalità umana o neurologica : il modo con cui si elaborano i pensieri, si digerisce il cibo. In questo modo l’approccio neurologico-funzionale può essere usato in soggetti che non hanno un problema neurologico o facciamo cose che miglioreranno al massimo le funzioni del cervello.

D: quello che abbiamo imparato nelle passate decadi di ricerca promette qualcosa in termini di prevenzione rispetto alle malattie neuro-degenerative?

R: Le malattie neuro-degenerative sono una cosa reale. All’età di 60 aa l’80% di noi avrà in qualche misura aspetti neuro-degenerativi. c’è molta ricerca specifica sulla protezione da malattie neuro-degenerative che noi chiamiamo neuro-protezione. Sappiamo che non ci sono pillole in giro per questo. Non ci sono erbe o pozioni magiche. Sappiamo che l’esercizio fisico sembra essere protettivo e molte cose che coinvolgono diversi tipi di esercizi. Ci sono esperimenti sui ratti,in alcuni io sono direttamente coinvolto, dove abbiamo creato malattie neuro-degenerative e applichiamo tecniche di neurologia funzionale per vedere se possiamo cambiare l’espressione della malattia o invertirla e ci sono alcuni risultati molto promettenti. nell’uomo, ovviamente noi visitiamo persone, non abbiamo esperienze a lungo termine; non sappiamo se stiamo facendo qualcosa di neuro protettivo. Se ad esempio vediamo un paziente, e magari questo non svilupperà mai una malattia neuro-degenerativa ma non sappiamo se è conseguenza di ciò che gli abbiamo fatto per aiutarli o se non avrebbero comunque sviluppato la malattia. Tuttavia pensiamo che ciò che facciamo abbia la probabilità di essere neuro-protettivo, ma questi sono studi di 40-50 aa e saranno pubblicati dopo che molti di noi saranno già andati.

D: Quale è il ruolo della neurologia funzionale in riabilitazione? la neurologia classica riabilita solo i pazienti che hanno avuto un ictus o con malattie neurologiche in un certo modo avanzate. La neurologia funzionale come si inserisce?

R: Quando prendiamo in considerazione un approccio neurologico, di neurologia funzionale possiamo eseguire procedure di riabilitazione o interventi che non sono proprio riabilitativi. Possiamo fare interventi che non sono orientati a recuperare le conseguenze di un trauma ma a rendere migliori le funzioni umane.

Tutti noi abbiamo alcune punti di forza e debolezze. Identifichiamo quali esse siano per aumentare i punti di forza e diminuire i punti di debolezza. Utilizziamo un’ampia gamma di attività; sia cose che è il dottore esegue sia cose che il paziente può fare da solo. In genere non passiamo tantissimo tempo con il paziente. una persona può fare da solo per 3-4 minuti ogni ora qualcosa che possa avere una conseguenza sulla propria salute e sulla propria funzione neurologica generale.

D: Quanto lo stile di vita e le attività quotidiane possono modificare il cervello, il sistema nervoso centrale?

R: Beh, Il nostro cervello è la conseguenza del nostro ambiente, quindi possono esserci alcune cose che noi raccomandiamo di fare, per esempio dormire a sufficienza, non trovarsi in situazioni stressanti, mangiare cibo adeguato, esercitarsi giornalmente. Ma a volte questi suggerimenti hanno poco effetto in persone che non riescono a seguirli. Quindi ad esempio c’è un riflesso (neurologico) che magari è un po’ compromesso e non nella norma e quindi si ha bisogno di procedure che vengono fatte insieme al proprio dottore. In generale siamo in grado di dare alle persone un buon tipo di formazione e di informazione: lavarsi adeguatamente le mani, cose semplici, di buon senso e cose precise che sono specifiche per ogni paziente.

Ciascun individuo ha un cervello diverso, a ciascuno di noi piacciono cose diverse, e i nostri trattamenti sono differenti per ciascun soggetto. Quindi per noi è molto importante eseguire un esame fisico di un soggetto e poi prescrivere qualcosa di specifico per quel soggetto, qualcosa che magari qualcun altro non avrebbe mai fatto.

D: Lei fa questo da 30 aa e nella nostra professione lei è famoso per il tipo e la qualità del suo lavoro e dei risultati. Come mai solo ora sta avendo copertura mediatica? Voglio dire sembra sempre che ci vogliono decenni prima importanti applicazioni della ricerca possano essere a beneficio di tutti, della popolazione generale?

R: Ci sono alcune cose vere e alcune non vere. Noi per decenni abbiamo ricevuto grossa attenzione, ma in generale non rilascio interviste o altre cose per questioni di tempo.

Hanno fatto su di noi un documentario sulla PBS circa 10-15 aa fa e negli ultimi 30 aa abbiamo avuto molte richieste. Il motivo per cui abbiamo più attenzione dai media globalmente, in tutto il mondo, ora è perché abbiamo creato un grosso centro di neurologia funzionale una grossa università negli Stati Uniti e come conseguenza di ciò stiamo dando più interviste alla stampa rispetto a prima che non ne rilasciavamo.

D: Come è finanziata la sua ricerca? Dai pazienti, donazioni private, finanziamenti pubblici?

R: La maggior parte della ricerca è stata finanziata da me, dal mio Istituto e abbiamo anche borse si studio del Governo, borse di studio da associazioni, donazioni da persone destinate alle nostre ricerche, il nostro istituto di ricerca è catalogato dal nostro Governo, quindi le donazioni a noi sono deducibili dalle tasse. Ci vengono inviati molte donazioni da Hollywood, dall’ambiente dei Music Awards, dal medio oriente e da altre parti. Ovviamente abbiamo sempre bisogno di più, più fondi riusciamo ad avere e più ricerca riusciamo a fare.

D: Da vegetariano scrivo, discuto e promuovo il vegetarianesimo. Abbiamo scambiato due chiacchiere prima, lei ha un’opinione diversa, può ripetere qual è il suo punto di vista sul vegetarianesimo.

R: Essere vegetariani non è una cattiva cosa finché viene fatta bene; ma è un po’ più difficile assumere tutti i nutrienti di cui si ha bisogno senza educazione e senza assistenza, quando si è vegetariani. E’ più facile ingerire proteine animali che sono prontamente disponibili. Dipende anche da dove ci si trova, se si ha la possibilità di trovare cibo biologico. Alcuni vegetariani rendono un terribile disservizio a se stessi se mangiano foglie che sono state coltivate con pesticidi o manipolazioni genetiche, inoltre è più costoso comprare cibo organico.

Sappiamo che il genere umano, i primi uomini, pre Neanderthal prima dell’Homo Sapiens, prima aveva l’intestino molto lungo. Se consideriamo gli animali vegetariani hanno bisogno di intestini molto lunghi, alcuni hanno più di uno stomaco per digerire. Con lo sviluppo del genere umano e l’introduzione del la carne il cervello è aumentato in volume ed è diminuita la lunghezza dell’intestino così che la dieta carnivora sia più facile da digerire. La carne è una ottima fonte di proteine. Si può essere vegetariano ed essere in salute finché si riesce a mangiare le sostanze giuste, il problema è quello di introdurre le proteine giuste e i giusti aminoacidi. Penso che le persone che davvero sono attratte da questo tipo di stile di vita (vegetariano) abbiano bisogno di consultarsi e avere assistenza da parte di qualcuno che ne capisce, non credo che sia facile per una persona media.

D. Sto seguendo questo programma con voi in cui vengono visitati numerosi pazienti dal vivo. È una esperienza eccellente per me.

R: Il nostro programma accademico è un programma clinico accreditato. Parliamo di cose che sono scritte nei libri, (la ricerca scientifica che lo supporta). Ma è più importante per noi prendere le informazioni dai libri e applicarle ai pazienti che ne hanno bisogno.

Ai nostri corsi ci sono pazienti dal vivo così che il dottore può partecipare alla terapia e i pazienti che vediamo vengo davvero da tutto il mondo. In genere hanno problemi molto seri, sono stati ovunque prima di arrivare a noi. Noi riusciamo con successo a cambiare le loro vite. Inoltre i dottori che partecipano imparano cose che non avevano visto prima, così possano aiutare un po’ meglio le persone e realmente servire il genere umano. Significa che ne vale la pena per noi e ai pazienti non importa di essere visitati davanti a tutti e la cosa potrà aiutare altri.

Grazie di tutto.

NF17 – La Griglia Cerebrale Dello Spazio. Parte 3

Pubblicato maggio 16, 2012 di drvannetiello
Categorie: neurologia Funzionale

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La griglia cerebrale dello spazio è la struttura in cui si muovono gli occhio. Quando un oggetto si presenta nel campa visivo gli occhi vanno a guardarlo. Vanno nel quadratino della griglia dove l’oggetto è percepito, se l’oggetto lì non c’è si spostano e correggono la mira. Nei pazienti neurologici, quanto più la loro rappresentazione cerebrale dello spazio è sfalsata rispetto alla realtà tanto più i loro movimenti oculari sono alterati.

Ciascuno di noi riesce a riconoscere una persona con problemi neurologici dallo sguardo, da come i suoi occhi si muovono, lentamente o troppo velocemente, o per come sono fissi o piuttosto non riescono a stare fermi*. A questo punto la domanda da farsi è se è possibile aggiustare, ri-tarare, correggere la griglia di rappresentazione cerebrale dello spazio in modo che combaci con la realtà?

Sì può essere fatto, il sistema nervoso è plastico, è modellabile, anzi possiamo dire che è in costante modellamento e fin quando le vie neurologiche sono intatte, presenti e vivaci è possibile plasticamente correggere queste disfunzioni.

Non bisogna tuttavia avere un problema “neurologico” propriamente detto, cioè di quelli che spaventano, di quelli che sembrano una sentenza, per avere qualche problema con i propri movimenti oculari. Le cose possono semplicemente non funzionare e non essere rotte. È un po’ quello che leggete su queste rive del web da un po’ di tempo: capire, correggere, ripristinare una funzione e in un’ultima analisi massimizzare le proprie funzioni. Molto più spesso di quello che si crede le cose possono essere aggiustate. E allora che si fa con gli occhi? Farò del mio meglio per spiegarlo in modo chiaro.

Continua…

*con le dovute eccezioni.

NF16 – La Griglia Cerebrale Dello Spazio. Parte 2

Pubblicato maggio 9, 2012 di drvannetiello
Categorie: neurologia Funzionale

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Si può immaginare la griglia cerebrale dello spazio un po’ come gli schermi dei moderni telefoni “smartphone”, quando il dito tocca lo schermo quel punto rappresenta un quadratino sulla griglia elettronica dello schermo che la fa corrispondere al comando voluto. Se questo meccanismo comincia a non funzionare succede che si poggia il dito sul 5 e sullo schermo appare digitato il 6. Tornando a noi e alla rappresentazione cerebrale dello spazio possiamo considerare i due estremi dello spettro cioè quelli che hanno una griglia finissima “ad alta qualità” che possono colpire a volo un pallone in rovesciata, oppure quelli che hanno una griglia alterata, inaccurata, quelli con avanzati problemi neurologici, infatti questi hanno sempre occhi che non funzionano bene e i loro sguardi sono caratteristici, ma nel mezzo ci sono tante persone normali che sono maldestre “urtano contro le cose” perché non sanno dove esse sono” che parcheggiano male perché non sanno dove sono i limiti delle strisce, se usano l’auto è tutta ammaccata negli spigoli e se non la usano è perché si sentono insicuri e si sentono altrettanto (anzi di più) insicuri ad andare in bicicletta.

Continua…

Napoli Ciclabile

Pubblicato maggio 7, 2012 di drvannetiello
Categorie: oltre

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Avevo scritto che avremmo verificato tra 12 mesi, invece le cose sono andate velocissime. l’uso della bicicletta a Napoli sta diventando una consuetudine. Stanno spuntando punti dove si fittano, negozi di biciclette. Sicuramente c’è la complicità del prezzo della benzina e dei costi di gestione dell’auto, sicuramente c’è la complicità delle più estese aree pedonali chiuse al traffico, sicuramente ci saranno altre situazioni concomitanti che di fatto non mi interessano.

Vedere decine di biciclette è Bello.  Ora mancano solo le piste ciclabili.

TEDx Bologna. Lisa bortolotti.

Pubblicato maggio 4, 2012 di drvannetiello
Categorie: oltre, SCEC

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Siamo costretti a stare su di una carrozza che gira nelle montagne russe. sta arrivando sul picco esponenziale del debito. Il prossimo passo sarà la caduta nel vuoto. C’è un nutritissimo gruppo di persone che cerca di smarcarsi, di prendere un ponte… sospeso tra il debito e il futuro. Da costruire. Bisogna essere comunità per lasciare che tutto crolli in solitudine, me noi ci proteggiamo a vicenda.

Se non ci sembra troppo, se non vi sembra troppo incredibile, troppo incredibile per essere possibile, partecipate.

www.arcipelagoscec.net

NF15 – La Griglia Cerebrale Dello Spazio.

Pubblicato maggio 2, 2012 di drvannetiello
Categorie: neurologia Funzionale

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Nel cervello c’è un area (collicolo superiore) dove si realizza una griglia dello spazio; è come una carta quadrettata tridimensionale. Quando si vuole prendere un oggetto da una “credenza” l’oggetto si trova nello spazio che corrisponde ad un quadratino della griglia cerebrale. Quando si stringe la mano ad una persona che te l’ha tesa, la mano tesa è collocata in un quadratino tridimensionale nella griglia nella quale si va a posizionare la propria mano per la stretta. Ogni tipo di attività motoria può essere raccontata sotto questa prospettiva: colpire un pallone, salire le scale, sedersi. Quello che può succedere, anche in persone sane, che la rappresentazione dello spazio non combaci. Cioè il quadratino nella realtà dove è posizionato l’oggetto non è lo stesso dove il cervello crede che sia. Per cui il movimento del braccio per afferrarlo sarà inaccurato, impreciso e necessiterà di correzioni finali. Con lo steso meccanismo mentre si salgono le scale si può inciampare perché il gradino è più alto di quanto non si sia immaginato, o meglio il gradino è più alto di quanto è è rappresentato nel cervello.

Continua…..


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